Il porto di Civitavecchia e il CAR insieme per esportare ortofrutta 2 Febbraio 2010
I due colossi della logistica alimentare del Lazio vogliono attivare il "Green Corridor"
Potenza agricola e portuale, l'Egitto primo obiettivo di questo accordo mediterraneo I due giganti della logistica alimentare del Lazio si stringono la mano e guardano il "Mare Nostrum" per rilanciare insieme il protagonismo mediterraneo di Roma e non fare scivolare il sistema logistico-distributivo dell'ortofrutta dell'Italia centrale in una progressiva marginalizzazione dai mercati internazionali con i volumi maggiori, i livelli qualitativi più elevati, i prezzi più convenienti, i margini di profitto più ricchi, i prodotti più naturali. Passato un mese dal fatidico I gennaio 2010, il Car di Guidonia e l'Autorità Portuale di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta "Porti di Roma" hanno già stretto solidi accordi. Per ora, una lettera di intenti. Ma per dar muscoli, dinamismo, lucidità, alla determinazione condivisa a non farsi travolgere e neanche danneggiare o sorprendere dai processi di integrazione euromediterranea avviati a Barcellona nel lontano 1995, i due giganti della logistica alimentare laziale si sono prefissi di dare corso al più presto ad un ampio protocollo di intesa. Ed intanto – mentre i calendari avvicinano le ufficiali scadenze europee che nel 2010 prevedono l'abbattimento di dazi e dogane tra nazioni dell'Unione Europea e i Paesi nordafricani e mediorientali del Mare Mediterraneo – si accingono ad affrontare una sorta di "viaggio di nozze" a Berlino. Nel medesimo stand (marcato D 06 nella Hall 4.2 dell'elegante e smisurata Messe Berlin) della Fruitlogistica 2010 – la più importante fiera europea di prodotti, tecnologie, imprese, sistemi organizzativi e gestionali del settore ortofrutticolo – dal 3 al 6 febbraio il Centro Agroalimentare Roma e l'Autorità Portuale di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta non presenteranno solo l'efficienza dei loro servizi e i richiami commerciali di un mercato interregionale valutato nell'ordine dei dieci milioni di consumatori. Ma anche ed innanzitutto, un progetto comune, denominato "Iside" in italiano ("Iniziative a supporto dell'internazionalizzazione delle eccellenze") ed "Isis" in inglese ("International System of Import-export & Supply-chain"). Al timone delle due corazzate laziali del trasporto, della logistica, della "supply-chain" per le produzioni ortofrutticole, gli ammiragli delle due istituzioni condividono la necessità di "mettere la quinta" in fretta per non subìre l'iniziativa preponderante di agguerriti concorrenti stranieri e dei nuovi player mediterranei anche nei nostri mercati. Da mesi, tra Guidonia e Civitavecchia è nata un'intesa profonda, con strategie condivise e comuni obiettivi per un impegno – a livello di filiere produttive, logistiche e distributive – che restituisca all'Italia centrale i suoi antichi primati mediterranei nella valorizzazione e nella commercializzazione dell'ortofrutta fresca di qualità.
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