Car: proprietà e gestione contro il rincaro dei pedaggi sulla A 24 1 Luglio 2010
"Danni a consumatori e imprese, ma serie incognite sulla città".
Guidonia, 1 luglio 2010. Assoluta contrarietà, grandi preoccupazioni e malcontento generale, sia per le questioni di merito, sia e forse soprattutto per quelle di metodo. La sgradevole novità per chi oggi si è recato nel Centro Agroalimentare Roma con un autoveicolo passando per la Autostrada A 24 – e per tutti i portatori di interessi con riscontri nella Città dei commerci tra la Roma l'Aquila e la via Tiburtina – ha avuto il sapore aspro di un esborso tariffario accresciuto rispetto a ieri ed il fastidio di alcuni rallentamenti dei passaggi di ingresso al casello autostradale Settecamini gestito da "Strada dei Parchi". Scarsa, succinta e sintetica – per non dire evasiva, oscura ed inadeguata – l'informazione all'utenza sugli aumenti tariffari applicati (per decreto) sulla Roma-L'Aquila, nelle more di una manovra economica con cui il Governo punta a rimpolpare i bilanci dell'Anas. Contrariamente a quel che ci si attendeva nei giorni scorsi (l'introduzione di pedaggi sul Grande Raccordo Anulare), da stamane nell'area di Roma i temuti esborsi stradali si sono fatti sentire solo in nove caselli autostradali. Tra questi, quello di Settecamini, che conduce nel Centro Agroalimentare di Roma in alternativa alla sempre intasata e spesso impraticabile via Tiburtina. Spiegazioni agli utenti? Sul casello c'era solo una pecetta quasi invisibile ai conducenti e prima di ieri nessuna concertazione preventiva né informative tempestive sui rincari si son avute tra Cargest Srl che gestisce il Centro Agroalimentare Roma e la concessionaria che ha in gestione il casello. Comprensibile, quindi, il malcontento generale diffuso tra le figure professionali attive nelle 400 aziende attive nel comprensorio attrezzato del Car, che riceve almeno 10.000 persone al giorno e 3.000 mezzi pesanti. Raddoppiati dalla spesa dell'entrata e dell'uscita, i rincari sono stati accolti come vessazioni. Da oggi, al Casello Settecamini sull'Autostrada Roma L'Aquila i pedaggi sono rincarati in confronto alle tariffe precedenti seguendo una dinamica articolata. "Solo per i 2 km. sull'A24 che precedono il CAR – afferma il presidente della società di gestione Cargest, Giuseppe Biscari – le nostre aziende e i nostri clienti avranno a carico fino a 80 centesimi in più al giorno per ogni transito al CAR. Si rischiano rialzi dei prezzi sia all'ingrosso che al dettaglio e problemi per i consumatori". Unanimi, amministratori e imprenditori, manager ed impiegati, provider logistici e commercianti, agricoltori e autotrasportatori temono un appesantimento dei costi di impresa, che potrebbe rialzare i prezzi dei servizi erogati come quelli dei prodotti all'ingrosso e al dettaglio. "Creato con un robusto investimento pubblico – contesta l'Amministratore delegato Massimo Pallottini – ora il Car viene colpito da aumenti tariffari simili ad imposizioni fiscali sui consumi e sulle aziende. Così, dopo aver tanto favorito con la Legge 41/86 il decentramento degli ortomercati all'ingrosso, adesso lo Stato li penalizza perché decentrati? Il rischio di un collassamento del sistema distributivo al'ingrosso romano è concreto e non c'è logica". Effettivamente, d Dei nove caselli autostradali di Roma che riscuotono tariffe autostradali maggiorate da oggi, quello attivo fin dal 2002 a Settecamini ha un ruolo essenziale e pressoché vitale per il CAR, in quanto snodo di collegamento tra l'enorme polo logistico tiburtino e il mondo intero. E' attraverso di esso che si svolge l'insieme delle funzioni di trasporto, di consegna, di distribuzione, di gestione logistica, di movimentazione interna e di articolazione dei traffici import export delle derrate alimentari fresche (8,5 milioni di quintali di ortofrutta all'anno e 400.000 di pesce e altre specialità ittiche) in transito da e per il CAR. Capaci di polarizzare e riorientare qualcosa come metà dei quantitativi alimentari freschi che sfamano Roma, chiaramente il CAR e le aziende private attive al suo interno (specie quelle attive in sistemi di competizione concorrenziale internazionale estremamente impegnativi in quindici piattaforme logistiche ad alta tecnologia) si sentono colpite duramente dai rincari appena applicati. Anche per questo, il Consigliere delegato della società proprietaria CAR Scpa, Arturo Carpignoli, si dice allarmato e infuriato. "Questi rincari tariffari scollegati da miglioramenti dei servizi stradali, non concertati con gli Enti locali, applicati senza alcuna programmazione, in termini improvvisati e isenza di una adeguata informazione preventiva all'utenza, si presentano come una vessazione su consumatori ed imprese. Ha fatto benissimo il Sindaco Alemanno ad esprimere profonda contrarietà contro un meccanismo così perverso, che oltretutto rischia di compromettere le giuste politiche regionali e comunali di decentramento delle funzioni urbanistiche e di integrazione dei servizi dell'Area Metropolitana. Punendo in termini economici le attività aziendali e di servizio esterne al Raccordo, si danneggia il CAR rispetto alle analoghe strutture concorrenti italiane e estere. Ma soprattutto si rischia di compromettere lo sviluppo e il futuro stesso di Roma…".
|