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L’impegno di Cargest per rinnovare i mercati rionali ed elevarne la competitività 28 Agosto 2006
Pino Biscari, presidente di Cargest, spiega il lavoro svolto per integrare il Car con i banchi e i box in aree pubbliche "Bisogna creare una simbiosi fondata su ruoli complementari e di reciproca utilità" I naturalisti chiamano "simbiosi" (dal greco vivere insieme) quei rapporti di reciproca utilità in cui due creature di specie diversa integrano i rispettivi ruoli e funzioni in una coesistenza basata anche sulla debolezza comune in assenza del partner. Coordinando gli sforzi per massimizzare i vantaggi, gamberetti e oloturie, paguri e anemoni marini, ippopotami e uccellini-pulitori creano alleanze vitali per entrambe le parti nella difesa e nella caccia, nell'alimentazione e nei controlli territoriali. Ma cambiando quanto c'è da cambiare, definirei "simbiosi" pure quel modello organizzativo di integrazione dei ruoli, di concertazione delle scelte e di sussidiarietà delle funzioni al quale Cargest si sforza di uniformare le attività logistiche, commerciali, distributive e informative che sostanziano i quotidiani rapporti tra Centro Agroalimentare Roma e mercati rionali di Roma. Sinceramente, non si può dire che l'integrazione tra questi due naturali alleati, potenzialmente capaci di portare sinergie utili all'intera filiera agroalimentare, sia già così stretta, profonda, efficace come in una "simbiosi". Ma vorrei precisare – pur nel piccolo spazio a disposizione – che dall'apertura del Car nell'autunno del 2002 fino a questi ultimi giorni, Cargest non ha smesso di lavorare per l'integrazione del Car con le aziende, gli operatori, le strutture di vendita, gli interessi, le istanze ed i bisogni dei mercati rionali di Roma. Obiettivo primario e non esclusivo per la società di gestione (in base alla legge 41 che finanziò il Piano dei mercati, al mandato degli azionisti del Car, agli indirizzi politico-amministrativi degli enti locali, agli interessi dei grossisti), un'integrazione dei mercati rionali e della Città dei commerci è un'esigenza vitale per entrambe le parti. Si potrebbe dire persino che non hanno futuro gli uni senza l'altra e viceversa. Ma anche in fondamentali contesti socio-economici del territorio romano e laziale – consumatori, produttori agricoli, grossisti, trasportatori ed operatori logistici, aziende della supply chain dei servizi, promotori immobiliari e catene di supermarket – è impensabile uno sviluppo che prescinda da una sempre più stretta integrazione tra mercati rionali e Car. Seppur ancora inespresse non sono povere le potenzialità di una strategia di innovazioni nei mercati rionali connesse all'edilizia annonaria e ai servizi di controllo igienico-sanitario, alla telematica, alla guida ai consumi, alla raccolta e al riciclaggio dei rifiuti organici, alla lotta al caro-vita, alla prevenzione alimentare delle malattie ed al contenimento della spesa pubblica farmaceutica, alla trasformazione in senso industriale dei prodotti ortofrutticoli, alla loro tracciabilità, alla riqualificazione dei sistemi di imballaggio. Ma in molti mercati stentano a decollare anche attività più elementari: consegne a domicilio e facchinaggio, raccolta dei rifiuti e autogestione di spazi pubblicitari, parcheggi, pulizie e manutenzioni. Non scherzo quindi parlando di una economia dei mercati ancora virtuale e con ampi margini di sviluppo economico. Nel sottolineare i benemeriti piani comunali di restauro, trasferimento e ricostruzione dei mercati rionali, mi piace invece collegarvi quel che Car ha fatto, sta facendo, farà per entrar in "simbiosi" con il più tradizionale format distributivo della città di Rom a.
Presso il Car funzionano validi servizi di consegna al punto di vendita che riducono il costo e il tempo dei rifornimenti aziendali individuali. Esistono sistemi di controllo di qualità e conformità igienico-sanitaria dei prodotti commercializzati all'ingrosso, che garantiscono il dettagliante ed il consumatore finale. Il listino-prezzi quotidianamente aggiornato sul portale www.agroalimroma.it è un utile strumento di informazione e di trasparenza commerciale riguardo all'andamento dei prezzi all'ingrosso e al dettaglio, che tutela il buon nome dei dettaglianti presso i clienti in quelle fasi stagionali in cui i rincari arrivano dai campi. L'inserimento a turno di circa 300 aziende agricole dentro i padiglioni e a fianco dei grossisti ormai da due anni garantisce ai dettaglianti offerte concorrenziali per qualità e prezzi. C'è poi uno stanziamento regionale da 12 milioni di euro complessivi (per Car e Mof di Fondi) da destinare – relativamente al Car – in base ad un piano di Cargest per l'ampliamento dei servizi del Centro Agroalimentare Roma e un miglior collegamento funzionale con i mercati rionali romani, che aspetta solo una programmazione attuativa per dispiegare i suoi effetti innovativi sui mercati romani. Nello stesso ambito, è in agenda la creazione di un sistema di rintracciabilità dell'origine dei prodotti in vendita al Car, nonché la messa a punto di un "marchio di qualità Car" da promuovere sul mercato a favore degli operatori e dei consumatori. A margine di questo programma sta inoltre prendendo corpo, con una decina di mercati rionali del circuito Ags, un progetto sperimentale di rete telematica legata al Car, per verificare la fattibilità tecnico-commerciale di un sistema in grado di garantire a tutti i dettaglianti partecipanti prenotazioni di acquisto a prezzi promozionali. Ed in seguito, anche prestazioni di "E-commerce", di "vetrina virtuale", di "borsino telematico". La carne al fuoco è tanta che , se di "simbiosi" vera e propria non si può ancora parlare, l'integrazione é già nei fatti di tutti i giorni. Il Car ed i mercati rionali hanno lo stesso interesse all'innovazione delle strutture, al miglioramento della logistica e al rilancio dei consumi ortofrutticoli famigliari. Forse però, devono ancora imparare a parlare la stessa lingua. Per approfondire l'intesa, mi sono permesso di rivolgere queste parole agli amici operatori dei mercati: conviviamo e aiutiamoci come paguri ed anemoni di mare. Non dobbiamo cambiare le nostre abitudini, specializzazioni, capacità. Ma solo coordinare gli sforzi ed integrare i ruoli. Il successo commerciale, poi, verrà da solo.
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