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Cia e Fedagro bocciano i farmer’s market ed esaltano il Modello Car
20 Maggio 2009

Pallottini: "L'agricoltura ed il commercio colonne di pari e vitale importanza nei migliori centri agroalimentari"

Roma, 20 maggio 2009. Se per secoli nella Roma Papale la dialettica, la contrattazione e la recriminazione postcontrattuale tra coltivatori e grossisti accesero non solo per questioni di prezzi risse violente, prolungate e frequenti a piazza Navona e a Campo de' Fiori, oggi la Città Eterna è indicata come esempio di  efficienza per come il Centro Agroalimentare Roma si dimostra valido modello di convivenza imprenditoriale (insieme sinergica e concorrenziale) tra produttori e commercianti. Forte di siffatto giudizio tecnico, firmato due anni fa dall'Autorità Antitrust – che indicò il "Modello Car" come strumento ideale di valorizzazione dell'ortofrutta e di massimo accorciamento della filiera – ieri mattina a via di Ripetta Fabio Massimo Pallottini (nella foto in basso a sinistra) ha riesumato e aggiornato quell'assunto del Garante. Invitato infatti al convegno "Produzione e mercati: l'ortofrutta fa sistema" – che ha ufficializzato un'entente cordiale tra produttori della Confederazione Italiana Agricoltori e grossisti della Fedagro-Confcommercio – l'Amministratore delegato della società di gestione del CAR ha proposto alla platea una "case history" di esperienze e successi della "Città dei commerci". "Le liti antiche e rabbiose tra mondo agricolo e commerciale – ha premesso il Ceo di Cargest – non hanno più senso. Ma se l'integrazione di questi segmenti della filiera é sempre più indispensabile per dar efficienza e competitività ad agroamercati che richiedono anche sinergie e alleanze con i settori della distribuzione "retail", della logistica, del marketing, della pubblicità, dell'informatica e delle telecomunicazioni, ancora non è frequente né facile in Italia trovare centri agroalimentari come il Car di Roma dove agricoltura e commercio sono davvero integrati. Anzi, dove ciò avviene scopriamo eccezioni che si devono ai singoli, ad ambienti particolari, a situazioni speciali. E' il caso di Roma, dove l'Assessore regionale all'Agricoltura è stato Assessore comunale al Commercio e perciò affronta i temi di competenza con sensibilità bilanciata e cognizioni interdisciplinari. Ma anche dove il top manager del Car è Commissario dell'Azienda regionale per lo sviluppo e l'innovazione in agricoltura". Il "Modello Car" ha dunque ha fatto scuola nel convegno di Cia e Fedagro. Ma non ha esaurito i temi e i problemi messi all'ordine del giorno da Giuliana Roncolini, Responsabile ortofrutta della Cia nazionale. In questa fase di rallentamento economico e flessione dei consumi – inclusi quelli ortofrutticoli –  produzione e distribuzione ortofrutticola devono affrontare tanti problemi. Oggi, si è parlato di una prossima, drastica e temuta attenuazione delle norme comunitarie di standardizzazione dei prodotti, che insidierà la qualità penalizzando l'Italia. I punti critici per i produttori sono e restano i trasporti, la logistica e quei servizi di valorizzazione delle merci, che costano tanto e alzando i prezzi al dettaglio assumono l'aspetto degli odiati "ricarichi" nelle polemiche corporative. "Ma per questo – ha detto il Presidente della Cia, Giuseppe Politi (nella foto in alto a destra) – Mercati all'ingrosso, Centri agroalimentari e Ortomercati sono interlocutori privilegiati del mondo agricolo. Le loro strutture possono qualificarsi di più con accordi e progetti per i produttori, perché diventino sempre più luoghi di coordinamento delle informazioni e delle attività di sviluppo, promozione, marketing, fornitura di servizi". Presieduto dal vicepresidente della Cia Enzo Pierangioli, l'incontro ha registrato perplessità per la  formula americana dei "farmer's market" (mercati del produttore) gestiti direttamente da coltivatori."Così come sono concepiti  – ha detto Politi – non avvantaggiano i consumatori. E' invece dal miglioramento dei rapporti con i centri agroalimentari che possono trarre i vantaggi maggiori, a partire da contenimenti dei costi di filiera. Sviluppando la logistica si possono offrire prodotti freschi a prezzi più bassi per i produttori. E anche grazie all'intesa con Fedagro,vogliamo mettere a fuoco con maggior forza il ruolo dei mercati agroalimentari e dei loro servizi a favore dei consumatori". Duro, il Presidente di Fedagro-Confcommercio, Ottavio Guala:  "Nei "farmer's" market c'è soprattutto demagogia. In inverno, cosa venderebbero direttamente i produttori? Comunque ananas". Tra gli altri interventi – che hanno affrontato temi come le abitudini alimentari giovanili, gli "health claim" (pubblicità salutistica), il "packaging" (tecnologie di imballaggio) e l'eco-compatibilità dei centri agroalimentari – sono stati registrati i contributi di Francesco Cera  (direttore del Maap di Padova),  Valentino Di Pisa (Presidente di Fedagro-Mercati Acmo Bologna), Piero Galasso (Presidente del Cap di Pescara), Antonio Maione (Coordinatore nazionale del Gruppo di interesse ortofrutta Cia), Lauro Guidi, (Presidente Coop Agri-Bologna), Fabio Moschella  (Presidente Consorzio Igp Limone di Siracusa), Gianni Petrocchi (Direttore Uiapoa), Riccardo Deserti (Dirigente Mipaaf). 

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