Car: più clienti malgrado la crisi. Soprattutto frutterie di stranieri 30 Luglio 2009
Pallottini: "Vendite all' minuto di ortofrutta rilanciate dal boom dei nuovi negozi di vicinato".
Roma, 30 luglio 2009. Più che una novità è una rivoluzione, che pare molto apprezzata dai consumatori. Nel sistema di distribuzione al consumo dell'ortofrutta fresca – la rete di esercizi di vari formati e dimensioni in continuo adeguamento per rispondere meglio alle esigenze dei consumatori – a Roma c'è stato un boom di frutterie. Secondo i dati Infocamere, dal 2007 su 173 nuove aperture circa 74 (il 43%) sarebbero state promosse da imprenditori esteri: per il 25% egiziani. Ma a differenza di quanto si possa pensare, il decollo commerciale di questo format distributivo non sembra danneggiare né ridimensionare quello di banchi e box rionali. Pochi l'hanno notato tra i non addetti ai lavori. Ma a chi è nel settore – inclusi i consumatori e le massaie responsabili acquisti delle famiglie – non è passato inosservato che nell'evoluzione competitiva tra format commerciali e assortimenti merceologici, articolazioni qualitative e canoni espositivi dei prodotti, tecniche di vendita e criteri di "pricing", da un annetto in qua le frutterie si son moltiplicate. Gli esperti segnalano persino un ribaltamento dei posizionamenti concorrenziali che, in poco più di un anno, ha cambiato i tradizionali equilibri di forza tra il tipico format distributivo romano del banco di frutta e verdura dei mercati rionali – che in un recente passato copriva quote del 30/35% dei totali distribuiti a Roma – e il canale di vendita delle frutterie. Da anni in crisi e in certe zone semisparito o avviato all'estinzione dai successi di supermarket, ipermercati, discount, minimarket, superette, il punto vendita di vicinato vive invece un prepotente ritorno di fiamma. E pochi mesi fa gli indici giornalieri ogni mese aggiornati dagli agronomi dell'Ufficio Studi della società di gestione del Centro Agroalimentare Roma hanno dato misure precise alla scossa. Dalle serie storiche di numeri e percentuali che riempiono i report di Cargest orientandone le linee di marketing, il fenomeno prende corpo in forme matematiche nitide e con precisi risvolti sociologici. Con evidenza statistica sempre più forte le frutterie – cioé negozi di vicinato con attività di vendita al dettaglio di frutta, ortaggi e verdura fresca di qualità elevata (o di assoluta eccellenza) e a prezzi più alti di quelli di supermarket e mercati rionali – sono diventate le principali aziende-clienti del mercato ortofrutticolo del Car. "Malgrado la crisi dei consumi alimentari che é un lato delle difficoltà economiche del Paese e delle famiglie anche a Roma – spiega Massimo Pallottini (nella foto qui in alto), Amministratore delegato di Cargest – da febbraio fino ad oggi nel Car notiamo aumenti costanti e progressivi di acquirenti che nei padiglioni del nostro mercato ortofrutticolo riforniscono di frutta e verdura punti vendita di vicinato cioé frutterie. Notiamo con favore la tendenza – sorride Pallottini – perché al di là di ogni valutazione sociologica, sta rilanciando lentamente le vendite dei nostri grossisti ultimamente un po' affievolite dalla crisi". Sotto il profilo quantitativo, la soddisfazione di Pallottini non fa una piega. Costruito proprio per i rifornimenti quotidiani dei mercati rionali romani – 140 a fine anni 90 e oggi 130 – il Centro Agroalimentare Roma sta subendo un mutamento genetico della clientela. E se in passato la prevalenza dei dettaglianti in aree pubbliche (venditori dei mercati rionali) era un primato simile ad un'egemonia se non ad un monopolio, gli ultimi dati dell'Ufficio Studi Cargest mostrano un ribaltamento dei vecchi rapporti di forza e l'affermazione (anzi il revival) di un canale di vendita che studiosi e manager ritenevano in via di estinzione: le frutterie sotto casa. Questo tipo di punti vendita che nei padiglioni ortofrutticoli del Car inviava dal 36 al 37% degli acquirenti totali rilevati (36% a ottobre 2008 a fronte del 33% di venditori dei mercati, 37% a febbraio 2009 a fronte del 32% di "mercatari", 36% a marzo, aprile e maggio, a fronte rispettivamente del 33%, del 33% e del 32% di "mercatari"), a maggio ha rafforzato la sua leadership con un aumento di frequentatori del 16% in più di quelli contati in aprile e pari a 10.000 acquirenti. "Protagonisti di questa ripresa delle frutterie che ha luci e ombre – dice Valter Papetti (nella foto in basso) , presidente del Coordinamento Ags romane (una associazione di dettaglianti in aree pubbliche con 29 mercati rionali autogestiti in sedi proprie cioè situati in edifici, piattaforme, recinti) – sono operatori di due tipi. Da un lato venditori di mercati che hanno aperto frutterie con forti investimenti immobiliari e sacrifici per aver frigoriferi e attrezzature con cui esporre meglio e guadagnare di più con prodotti e servizi migliori, quali l'apertura anche pomeridiana dei negozi e le consegne a domicilio. Questi venditori, che comprano le qualità migliori dai grossisti del Car, meritano un plauso al coraggio, al talento, al lo spirito di inziativa". Diverso è il giudizio di Papetti sull'altra faccia della medaglia. "L'aspetto oscuro del boom delle frutterie – si acciglia il leader del Coordinamento Ags – è il tasso di anarchia, se non di abusi e illegalità, di questo recente e massiccio successo di frutterie gestite da mediorientali, nordafricani, asiatici". Papetti non è tipo da xenofobia o razzismo, ma fa autocritica sindacale. "Hanno due punti di forza le frutterie degli extracomunitari – spiega – e corrispondono a due debolezze di molti mercati rionali. Danno un servizio ai consumatori quasi continuo o ininterrotto per 15, 20 o 24 ore anche di notte. E alla clientela ne abbuonano i costi, vendendo a prezzi bassissimi con personale spesso non regolare. E molti copiano i vecchi battitori del Dopoguerra: tutto ad 1 euro al chilo". Come i due lati del fenomeno convivano sotto le stesse arcate di pregiata architettura del Car è questione che non sfugge a Cargest. "Alcune di queste nuove frutterie – dice Pallottini – specie in zone residenziali del II, III, XX Municipio, sono boutique dell'ortofrutta di qualità a prezzi inevitabilmente un po' più alti. Dispongono quasi tutte di celle frigorifere e servizi di consegna a domicilio che riscuotono successo tra gli anziani che non possono portar pesi. L'impegno strenuo di questi operatori per promuovere l'eccellenza, la salubrità, il gusto, l'ampiezza della gamma varietale in offerta e il servizio ne fa degli alleati naturali e direi quasi dei soci in affari dei nostri grossisti. In questa fase di caduta dei consumi, che rischia di spingere le famiglie su livelli sempre più bassi di qualità alimentare, se a Roma aumentano le frutterie è una novità positiva non solo per i grossisti e i gestori del Car. Ma per chiunque tenga alla salute e alla qualità della vita dei romani". Resta il problema delle frutterie – diciamo "disinvolte" – che aumentano continuamente di numero, ma ignorando non di rado profili normativi, igienici, di qualità. "Chi viola le regole – taglia corto Papetti – va sanzionato. Però, noi dettaglianti in aree pubbliche dobbiamo anche chiederci i motivi del successo delle frutterie gestite da extracomunitari. Con prezzi sempre molto bassi, servizi al consumatore utili e orari di attività prolungati, i loro negozi attualmente riempiono carenze, vuoti e ritardi che la nostra categoria di piccoli imprenditori della rete dei mercati rionali non dovrebbe avere...".
Ottobre 2008: gli acquirenti di ortofrutta del CAR 8.190 sono stati dettaglianti dei mercati (33%) 8.848 negozianti di frutterie (36%)
Febbraio 2009: gli acquirenti di ortofrutta del CAR 7.007 sono stati dettaglianti dei mercati (32%) 7.911 negozianti di frutterie (37%)
Marzo 2009: gli acquirenti di ortofrutta del CAR 8.117 dettaglianti dei mercati (33%) 9.048 negozianti di frutterie (36%)
Aprile 2009: gli acquirenti di ortofrutta del CAR 7.484 sono stati dettaglianti dei mercati (33%) 8.150 negozianti di frutterie (36%)
Maggio 2009: gli acquirenti di ortofrutta del CAR 8.353 sono stati dettaglianti dei mercati (32%) 9.115 negozianti di frutterie (35%)
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