Tiburtina e Valle dell'Aniene
Il CAR tutela l'ambiente

Il Centro Agroalimentare Roma ha il cuore verde
24 Novembre 2008

Iniziative, investimenti e progetti di un polo sempre più ecocompatibile. I sei motivi che fanno del Car uno strumento di difesa dell'ambiente

1) Costruendo il Car a Guidonia vennero risanati i territori circostanti


La costruzione del Centro Agroalimentare Roma a Guidonia tra il 1997 e il 2001 fu l'occasione per  una grande opera di miglioramento geoambientale di tutta l'area della Tenuta del Cavaliere, che si trova tra il Comune di Roma e quello di Guidonia-Montecelio (sulla SS n° 5 Tiburtina-Valeria all'altezza del km 17) e occupa 50 ettari tra il Fosso del Cavaliere e il Fosso dell'Albuccione. In origine, tutta la zona era in terribili condizioni di abbandono e degrado. Una gran parte era stata sfruttata in passato come cava di pozzolana, di blocchi di tufo e altri materiali da costruzione e adibita a discarica clandestina di rifiuti. Oltre ad essere molto degradata, la zona era molto pericolosa per la presenza di profonde cavità e voragini di scavo non protette. In alcuni tratti era sottoposta a sequestro dalla Autorità Giudiziaria. Per tutelare, migliorare e risanare quei terreni compromessi sotto il profilo ambientale, la costruzione dei volumi del CAR si rivelò preziosa. L'opera architettonicamente moderna e tecnicamente efficiente é una struttura a basso impatto ambientale, studiata e realizzata in base ai nuovi dettami della geomorfologia ambientale. Innanzitutto, riprodurre e ripristinare in tutte le zone circostanti la morfologia delle zone vulcaniche. Per il coronamento dei grandi rilevati si usarono grandi banchettoni di controspinta con terra compattata e piantumazioni con alberi e piante locali. L'operazione , studiata e condotta con tecnica specifica, ha evitato l'uso dei previsti  grandi muri di contenimento in calcestruzzo dell'altezza di 18 metri. Non si costruì "a vista" un solo metro cubo di calcestruzzo, con i conseguenti e intuibili vantaggi ambientali. Il CAR ha dunque reso vivibile, decorosa, praticabile, socialmente utile e produttiva una pericolosa landa abbandonata. Il conseguente miglioramento geoambientale si è subito evidenziato. Dove le asperità, i danni, le voragini, il degrado del territorio erano più gravi, sorge una struttura di bell'aspetto architettonico e basso impatto ambientale, con numerose finestre e un'attenta economia dei volumi che enfatizza i vuoti sui pieni in un equilibrio complessivamente leggero che ricade sul territorio circostante risanato con il massimo rispetto delle caratteristiche geomorfologiche. E' chiaro che l'uso di strutture in calcestruzzo intorno ai volumi del Car sarebbe stata la folle "invasione ambientale" che committenza e studio di architettura hanno scongiurato.
2) Una delle funzioni del Car è valorizzare le produzioni agricole laziali
Se un'agricoltura florida e commercialmente redditizia può prevenire e contrastare il degrado ambientale, la conversione dei terreni agricoli in aree fabbricabili, l'aggressione del territorio ad opera di discariche, sfasci automobilistici, attività abusive e speculazioni edilizie, valorizzare i prodotti agricoli è uno dei primi indirizzi di un'evoluta politica ambientale. Se i prodotti agricoli valgono poco si svalutano le coltivazioni. E la cosiddetta "agricoltura d'attesa" – l'attesa di cambi di destinazione d'uso, di previsioni edificatorie, lottizzazioni, concessioni - diventa un'insidia alla qualità ambientale e alla tutela della natura. Anche per questo, d'intesa con le organizzazioni agricole, Cargest consente a 300 produttori la  commercializzazione diretta dei raccolti o tramite consorzi nei padiglioni ortofrutticoli del Car. Cargest ha voluto affiancare grossisti e produttori, perché questa coesistenza assumesse effetti sinergici – nella estensione della gamma, nella promozione della freschezza, nella valorizzazione dei prodotti locali – e concorrenziali nell'articolazione dei prezzi e dei contenuti di servizio. Come di recente sottolineato dalla Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, la coesistenza nella stessa location di produttori e grossisti crea una valida cerniera tra i campi e la distribuzione del "fresco", apre vantaggiosi sbocchi di mercato anche ai piccoli produttori, offre anche ad aziende minori i servizi (controlli, logistica, certificazioni, stoccaggi, confezionamenti, calibrature, trattamenti, trasformazioni manifatturiere) che rendono commerciabili essenze vegetali altrimenti senza valore. Inoltre, in un'ottica simile al concetto di "filiera corta", sui prodotti nel Car si fanno lavorazioni che accorciano la filiera concentrando i passaggi nella stessa location. L'Antitrust ha colto questa caratteristica del Car suggerendo agli altri centri gli stessi assetti organizzativi.
3) Dove la logistica è subordinata alla Priorità ambiente-energia-costi  
Considerando la logistica come 'insieme di competenze ingegneristiche, saperi economici, esperienze empiriche e strategie aziendali finalizzate alla più conveniente e vantaggiosa movimentazione delle merci attraverso le fasi strettamente sequenziali della produzione, dello stoccaggio refrigerato o meno, della distribuzione, della redistribuzione, dell'assemblaggio e disassemblaggio dei colli, del trasporto, della consegna e del carico o scarico merci, non vi è dubbio che al giorno d'oggi le implicazioni dell'informatica, della telematica e della scienza delle comunicazioni – con il marketing, il monitoraggio delle scorte, la gestione del magazzino, dei codici a barre, degli attestati di qualità e tracciabilità dei prodotti – abbiano riconfigurato la logistica come "vecchia antenata" di una più complessa applicazione strategica detta "supply chain". Precipuamente attenta com'é ai costi dei trasporti – e in primis dei carburanti – la "catena di supporto" anche nel Centro Agroalimentare Roma va subordinandosi a queste priorità: Ambiente (partecipazione attiva alle politiche di tutela con lo spostamento progressivo delle merci sulle modalità di trasporto meno inquinanti del mare e della rotaia); Energia (progressivo contenimento di consumi energetici ed emissioni inquinanti); Costi (progressivo abbattimento delle diseconomie esterne aziendali identificabili in disfunzionalità territoriali, dispersioni di energia, sprechi economici, dilatazioni impreviste dei tempi, fonti di entropia, coni d'ombra delle comunicazioni).  Inoltre, la logistica è il settore di impresa più esposto alla tempesta petrolifera in evoluzione continua tra oscillazioni e rincari. Perciò, la "Priorità costi-energia-ambiente" é sempre più lo spartiacque con cui anche nel CAR operatori e aziende dovranno far i conti per innovazioni organizzative e forse mutamenti degli assetti competitivi indotti anche dalla esigenza di ridurre l'impatto ambientale di tali attività. Davanti alla complessità e all'incertezza della economia globale e di quella italiana, tra venti di recessione, tassi di interesse oscillanti, rincari delle materie prime, consumi in calo, banche in affanno, spinte corporative, in questa fase  transitoria una visione informata dei temi ambientali consiglia di ridurre al minimo le scelte organizzative dettate da dogmi e previsioni di  lungo periodo, migliorare l'efficienza generale di strutture e reti con sforzi comuni di integrazione fra gli attori della supply chain, dettare economie di scala, trovare partner con cui dividere rischi e spartire vantaggi con quella "interoperabilità delle reti di impresa" che oggi suggerisce almeno di centralizzare la gestione di alcune fasi di rifornimento o distribuzione con risparmi economici e vantaggi ambientali.
4) La raccolta differenziata dei rifiuti copre un 30% del totale prodotto
Nel CAR la società di gestione effettua con servizi in outsourcing messi a gara la raccolta differenziata dei rifiuti, avviando allo smaltimento della frazione umida negli appositi impianti romani dell'Ama il 30% circa dei quantitativi totali annui – circa 3500 tonnellate - raccolti nelle aree dei mercati ortofrutticolo ed ittico. Una gestione anche poco meno efficiente del ciclo dei rifiuti peserebbe gravemente sulle comunità locali e sul territorio circostante in termini di impatto ambientale, ma anche di cattivi odori, fuoruscite inquinanti, insetti e parassiti. Viceversa l'impatto ambientale del Car sul territorio risulta leggero anche per questo.
5) "Il CAR-rello della spesa": premiare il cliente e risparmiare benzina  
Secondo una logica di riduzione del traffico commerciale da e verso il CAR con i vecchi automezzi dei dettaglianti in aree pubbliche dei 136 mercati rionali romani, nella primavera 2008, Cargest ha realizzato con una decina di mercati e altrettante aziende grossiste del Car il primo e-commerce ortofrutticolo italiano. Gli obiettivi ambientali del progetto – oltre quello primario suesposto – era un innalzamento dei livelli igienico-sanitari dei trasporti dei rivenditori ambulanti, il contenimento dei consumi di idrocarburi e delle relative emissioni, nonché  un alleggerimento dei cronici intasamenti del traffico causati dai piccoli e parcellizzati flussi logistici contemporanei. Il risultato commerciale di 10 giorni di attività è stato discreto: 600 colli ordinati via computer da dettaglianti, che hanno ricevuto la merce ordinata a prezzi scontati e al netto degli oneri di trasporto e scarico coperti da una primaria azienda di trasporti e servizi logistici. Un centinaio – secondo un‘attenta proiezione statistica - gli automezzi tolti così dalle strade.
6) Un progetto di generazione fotovoltaica per il risparmio energetico
Tra i progetti innovativi in fase sperimentale presso il Centro Agroalimentare Roma, si segnala per le sue valenze ambientali un programma applicativo di tecnologie fotovoltaiche per la produzione energetica.




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