Area Consumatori
Educazione e solidarietà

A lezioni di ingegneria al Centro Agroalimentare Roma
6 Giugno 2007

Guidonia 5 giugno 2007.  Il Centro Agroalimentare di Roma esempio di eccellenza da studiare a lezione come un moderno capolavoro di ingegneria civile con funzioni economiche di produzione e di stoccaggio, di logistica e di distribuzione commerciale. Attenuati in secondo piano per una volta gli odori delle merci e le grida degli operatori, il Car si è aperto stamane a un gruppo di 25 studenti (con alcuni professori) della Facoltà di Ingegneria Edile-Architettura della Università La Sapienza, che dalla prima mattina al pomeriggio avanzato hanno passato un'intera giornata di studio e ricerca tra gli impianti, i padiglioni, i locali e le infrastrutture della Città dei commerci. Tutti puntualissimi all'arrivo, attenti ad ascoltare e a prendere nota fin dalle prime battute dell'insolita lezione tenuta al Car a partire dalle 9 in punto. Accolti nel Centro congressi del Car (la sala-conferenze dedicata allo scomparso patriarca dei grossisti Franco Petacca) gli aspiranti-ingeneri della Sapienza hanno subito familiarizzato con le planimetrie, gli elaborati grafici, le mappe millimetrate relative all'ubicazione degli impianti tecnologici, alla dislocazione delle reti di servizio e alla collocazione spaziale di tutti i diversi edifici: dai box commerciali alle officine, dalle celle frigorifere alle piattaforme logistiche, ai piani di carico e scarico. Con un breve confronto delle curiosità e degli interessi preminenti tra i 25 futuri ingegneri si è deciso dove e come iniziare il percorso nei circa 150 ettari di strutture sotto la guida dell'architetto Igino Mannarelli (Responsabile dell'Area Tecnica) e del dottor Massimo Antonioni (Coordinarore dell'Area servizi commerciali di Cargest). Si parte, dunque, dal Centro Direzionale del Car – le due palazzine di travertino e cristallo in stile razionalista moderno – con i professori Pompili e Porru che illustrano ai loro studenti il progetto firmato dal celebre architetto Masino Valle. Di lì la comitiva si muove verso i padiglioni della Città dei Commerci. In un primo giro di ricognizione – sul pullman messo a disposizione da Cargest - Antonioni spiega a studenti e insegnanti il funzionamento dei circa 56.000 metri quadri di strutture per la commercializzazione, lo stoccaggio e la movimentazione delle delicate derrate ittiche ed ortofrutticole. Indica, altresì, la dislocazione degli impianti di refrigerazione e di lavorazione delle merci, le piattaforme logistiche e le soluzioni tecnologiche dell'impiantistica, soffermandosi sulla modernità dei sistemi adottati e sul lavoro che comporta la gestione integrata di una "macchina" così complessa. Come docente di Impiantistica elettrica, il professor Massimo Pompili commenta soddisfatto: "Questo invito a una giornata di studio dentro il Car che gentilmente ci è venuto dall'Amministratore delegato del Car, dottor Fabio Massimo Pallottini, è una preziosa occasione di formazione per questi laureandi ed un particolare di grande merito per un'azienda come Cargest, che da sempre guarda con interesse al mondo dell'Università, della formazione, della cultura e dei giovani". Aggiunge Pompili: "Per la prima volta i miei studenti hanno avuto l'opportunità di osservare dal vero una struttura leader, probabilmente unica in tutta Europa quanto a superfici, a modernità degli impianti, a coerenza di scelte gestionali e organizzative". Come docente di Impianti tecnici, il professor Andrea Porru si dichiara ammirato: "Non capita tutti i giorni di confrontarsi tecnicamente con un tale esempio di ingegneria industriale moderna ed efficiente. Quel che colpisce di più del Centro Agroalimentare Roma è la capacità di coniugare la funzionalità con la "pulizia" degli impianti, pensati per essere efficienti e con basso impatto ecologico". E loro, gli studenti? Entusiasti e un po' stanchi a causa del lungo girare per la Città dei Commerci, commentano: "Siamo tutti positivamente sorpresi dal Car – ammette Laura, 26 anni, al V di corso – per la prima volta abbiamo modo di osservare una struttura di queste dimensioni dove funzionano sistemi, impianti e reti che finora avevamo visto solo sulla carta". Giacomo, laureando di 25 anni che ha riempito un blocco di appunti durante la visita, se ne dice entusiasta: "Studiare il funzionamento del Car è stata una opportunità davvero eccezionale per noi – commenta – perché è un esempio unico nel nostro territorio di stoccaggio industriale refrigerato di grandi dimensioni. Nemmeno i centri commerciali lo eguagliano come  grandezza e a modernità". Gli studenti tempestano di domande i tecnici, chiedono dei voltaggi,dei trasformatori mentre fotografano caldaie, centraline di controllo computerizzate, verificano temperature, annotano i dati sui quaderni. Il Car ha supera il suo esame universitario con lode.


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